Da cosa dipende la quantità di cibo ingerito a pranzo o durante uno spuntino? Dalla fame e dal senso di sazietà, si direbbe.
Non è del tutto vero. Esistono fattori che determinano la nostra assunzione di cibo e agiscono senza che ce ne accorgiamo.
Alcuni sono scientificamente dimostrati e li ha esposti in un articolo del New York Times il prof.
Brian Wansink, insegnante alla Stanford University e a capo del Food and Brand Lab della Cornell University, raccontando anche gli insoliti esperimenti che ha condotto per dimostrarne l'influenza.
Secondo Wansink non abbiamo idea di quale sia l'introito alimentare da assumere così cerchiamo indizi e segnali nell'ambiente circostante.
Dalle sue ricerche è emerso, ad esempio, che ci basiamo molto su quanto sta mangiando la persona vicina a noi, tanto che possiamo aumentare o diminuire la nostra assunzione di cibo di più del 20% per uniformarci ad egli.
Un esperimento singolare lo ha realizzato regalando dei sacchetti di popcorn, di diversa grandezza, vecchi di cinque giorni ad alcuni ragazzi andati al cinema. Alla fine del film è stato pesato quello che era rimasto e si è rilevato che la gente con i sacchetti più grandi ha mangiato il 53% in più di quella con i sacchetti piccoli. Questo perché è stata guidata da persuasori nascosti: la distrazione del film, il suono di altra gente che mangiava e il riflesso condizionato che si attiva quando entriamo in un cinema. Il fatto che non fossero buoni non ha inciso sul loro comportamento.
Altro test e' stato condotto con la "ciotola per zuppa senza fondo". Questa ciotola ha un tubicino di plastica che, immettendo della zuppa di pomodoro, la mantiene sempre mezza piena, senza che il soggetto se ne accorga. E' stata realizzata per esaminare cosa spinge la gente a smettere di mangiare: se le indicazioni visive o la sensazione di pienezza.
Ebbene la gente che utilizzava ciotole normali ha mangiato circa 250 grammi, mentre i soggetti che usavano la ciotola senza fondo hanno mangiato circa 425 grammi. Alcuni fra questi non si sono fermati fino a che l'esperimento non è finito, cioè 20 minuti dopo.
In altre parole siccome la ciotola restava semipiena si continuava a mangiare, trascurando il senso di pienezza.
A fronte di ciò, secondo Wansink si possono usare dei trucchetti per contenere l'assunzione di cibo promuovendo "una semplice consapevolezza" di meccanismi cognitivi ai quali nessuno è immune. Tali astuzie potrebbero far "risparmiare" da 100 a 300 kcal al giorno, e dopo un anno far perdere dai 4 ai 12 kg.
Ecco alcuni accorgimenti: al ristorante sedere vicino alla persona più lenta; cominciare a mangiare per ultimi; mettere nel piatto i cibi calorici, ma servire le verdure in una grande ciotola, non mangiare mai direttamente dal sacchetto; al buffet mettere sul piatto solo due cibi alla volta.
Molto del lavoro del dott. Wansink è descritto nel libro: "Mangiare senza pensare. Perchè mangiamo di più di quello che crediamo".