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I grassi idrogenati e quelli saturi (lardo burro, olio di cocco, etc..) non devono costituire più del 10% delle calorie giornaliere: questo è quello che raccomanda l'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione). I grassi idrogenati sono grassi vegetali modificati artificialmente ed utilizzati dall'industria perché hanno un prezzo basso, garantiscono una vita più lunga ai prodotti e sostituiscono grassi più costosi come, ad esempio, il burro; resistono, inoltre, meglio alle alte temperature e sono utilizzati, dunque, in quasi tutti i cibi fritti dei fast food. La loro pericolosità è confermata da molte ricerche: uno studio pubblicato nel 1990 sul New England Journal of Medicine ha evidenziato che contribuiscono ad alzare il livello del colesterolo hdl ed abbassano quello dell'ldl. Negli Stati Uniti la legge prevede che siano indicati in etichetta, mentre non è previsto in Europa. L'Organizzazione mondiale della Sanità, inoltre, ha consigliato semplicemente di eliminarli del tutto dall'alimentazione. "I grassi idrogenati sono spesso presenti nelle merendine tanto amate dai bambini", dichiara Valentina Coppola, Responsabile Agroalimentare del Codici, "è indispensabile che la presenza di tali grassi sia chiaramente indicata sulle etichette alimentari e i consumatori vengano adeguatamente informati sulla loro nocività".
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