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Un conto è il self control, un altro l'ossessione. Che il sovrappeso e l'obesità fossero i principali responsabili delle malattie cardiovascolari nel mondo, lo sapevamo già da un po', ma l'attenzione per ciò che mangiamo non deve degenerare fino alla paranoia. Prima di tutto perché si può sconfinare nella maniacalità, e poi perché con troppi divieti si rischia di ottenere l'effetto opposto. In che senso? Secondo Stephanie Anzman, una studiosa del Centro di Ricerca sull'Obesità dell'università della Pennsylvania e autrice di un articolo apparso sul Journal of Pediatrics, sottoponendo i bambini a un'alimentazione restrittiva e super-salutista, si corre il pericolo di ritrovarsi con adolescenti con qualche taglia di troppo. La ricercatrice ha cercato di stabilire eventuali relazioni fra il peso di 200 ragazzine e i comportamenti dei genitori in materia di educazione alimentare per circa 10 anni. I risultati sono stati rivelatori: le ragazze meno equilibrate a tavola avevano anche genitori particolarmente rigorosi. Il meccanismo è noto da sempre: proibire qualcosa aumenta il desiderio di provarla, soprattutto nei più piccoli.
"Se mamma e papà, rendendosi conto che la figlia ha scarso autocontrollo, cercano di aiutarla vietando gli snack preferiti si innesca una reazione psicologica che porta al risultato opposto: proibire un cibo lo rende irresistibilmente attraente e queste ragazzine, e appena hanno ne l'occasione, corrono a rimpinzarsi - dice la Anzmann -. Bisogna piuttosto insegnare ai propri figli, femmine e maschi, a esercitare il controllo sulle scelte alimentari e a decidere sempre fra opzioni salutari. In ogni caso, il divieto assoluto non è mai molto utile. E i cibi poco sani non dovrebbero proprio stare in dispensa: è molto più semplice abituare i bimbi a non vedere per casa alimenti inadeguati a una dieta salutare che dover continuamente ripetere loro che non possono mangiare questo e quello".
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